Personal Space, il cielo «mi piace»

Geminids
Per alcuni sarà la data di nascita. Per altri il giorno della laurea. Per altri ancora quello del primo bacio, o del primo giorno di lavoro, o dell’ultima sigaretta. La vita di tutti noi è punteggiata da istanti memorabili. Ma com’era il cielo sopra di noi, in quei momenti significativi?

Ce lo dice “Personal Space”, un’applicazione gratuita sviluppata, nell’ambito del Progetto GLORIA, da un team di astronomi guidato da Robert Simpson, dell’Università di Oxford e Lorraine Hanlon (University College Dublin), e un’artista, Emer O Boyle (University College Dublino). Utilizzabile direttamente dal web, “Personal Space” trasforma la volta celeste in un immenso social network: mettendoci in relazione diretta e personale con l’universo, collegando eventi importanti della nostra vita con quello che c’era nel cielo, sopra di noi, in quel momento. E con le persone che hanno condiviso quel cielo con noi.

«Per me che ho fatto dell’astronomia una professione, le ragioni per guardare il cielo e le direzioni in cui osservarlo sono tante. Ma per tutti gli altri? Qual è la porzione di cielo più significativa? Le persone alle quali l’ho chiesto mi hanno risposto: quella esattamente al di sopra della nostra testa», ricorda Simpson, «e in particolare sopra di noi in un momento importante. Ecco, questa è un po’ l’idea che sta alla base di Personal Space».

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