SN2014J – la supernova in M82

M82 and SN2014J with D50 telescope.

Immagine di M82 e della SN 2014J ottenuta con il telescopio D50 il 25 Gennaio 2014.

Nella galassia Messier 82 (M82) è stata osservata la supernova (SN) più vicina scoperta negli ultimi 400 anni. Si tratta di una SN di “tipo Ia”. Avvistata casualmente per la prima volta il 21 Gennaio 2014, è relativamente vicina alla Terra essendo ad una distanza di 11.4 milioni di anni luce!
Questa supernova è stata chiamata SN2014J (la decima SN scoperta nel 2014) e appartiene ad un tipo piuttosto raro. Le supernovae di “tipo Ia” si pensa siano causate dall’esplosione di stelle nane bianche. La luminosità prodotta dall’esplosione di queste SNe è prevedibile e le rende quindi “candele standard”, ideali per misurare in maniera precisa la distanza delle galassie in cui esplodono.

Ora che SN2014J ha raggiunto il suo massimo di luminosità, attorno al 31 Gennaio (con una magnitudine in banda R di circa 10), GLORIA, nell’ambito di un programma sulle SNe condotto da alcuni ricercatori, continuerà il monitoraggio della sua curva di luce (come per altre SNe) per i prossimi mesi.

Grazie alla sua vicinanza, questa sorgente offre un’opportunità di studio unica e siamo certi che durante le prossime settimane molti Osservatori astronomici (inclusi quelli spaziali) la osserveranno regolarmente.

M82 and SN2014J with D50 telescope.

Immagine di M82 e della SN 2014J (sulla destra la galassia M81) ottenuta con la camera a grande campo del telescopio BART il 25 gennaio 2014.

Personal Space, il cielo «mi piace»

Geminids
Per alcuni sarà la data di nascita. Per altri il giorno della laurea. Per altri ancora quello del primo bacio, o del primo giorno di lavoro, o dell’ultima sigaretta. La vita di tutti noi è punteggiata da istanti memorabili. Ma com’era il cielo sopra di noi, in quei momenti significativi?

Ce lo dice “Personal Space”, un’applicazione gratuita sviluppata, nell’ambito del Progetto GLORIA, da un team di astronomi guidato da Robert Simpson, dell’Università di Oxford e Lorraine Hanlon (University College Dublin), e un’artista, Emer O Boyle (University College Dublino). Utilizzabile direttamente dal web, “Personal Space” trasforma la volta celeste in un immenso social network: mettendoci in relazione diretta e personale con l’universo, collegando eventi importanti della nostra vita con quello che c’era nel cielo, sopra di noi, in quel momento. E con le persone che hanno condiviso quel cielo con noi.

«Per me che ho fatto dell’astronomia una professione, le ragioni per guardare il cielo e le direzioni in cui osservarlo sono tante. Ma per tutti gli altri? Qual è la porzione di cielo più significativa? Le persone alle quali l’ho chiesto mi hanno risposto: quella esattamente al di sopra della nostra testa», ricorda Simpson, «e in particolare sopra di noi in un momento importante. Ecco, questa è un po’ l’idea che sta alla base di Personal Space».

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