Non più solo lo scampolo di cielo sopra le nostre teste, ma l’intera volta celeste. Da osservare con telescopi professionali e non, gratuitamente e su base meritocratica. È quanto si propone il progetto europeo GLORIA (GLObal Robotic telescopes Intelligent Array for e-Science), finanziato dal Settimo Programma Quadro con l’obiettivo di dar vita a una sorta di “astronomia 2.0″: condivisione via rete dei telescopi e accesso libero agli appassionati del cielo di tutto il mondo, per fare tutti insieme scienza “dal basso” senza spostarsi dal proprio computer.
Tutto grazie a una rete di telescopi robotizzati sparsa per il globo e a una piattaforma software per la raccolta e la valutazione peer-to-peer delle proposte d’osservazione. Esattamente come avviene per chi è astronomo di professione. Uno studente italiano potrà così, per esempio, aggiudicarsi tempo d’osservazione su un telescopio situato in Cile per studiare galassie visibili solo dall’emisfero sud. E un’astrofila nigeriana che voglia seguire nell’arco di 24 ore il comportamento d’una sorgente variabile potrà assumere al suo servizio, gestendone l’avvicendamento nel corso della giornata, telescopi presenti in Nuova Zelanda, in Sud America e alle Canarie, così da non perdere mai di vista l’obiettivo.















