Le foto dalla spedizione in Perù per l’Eclissi di Luna


Ecco due scatti emblematici dell’eclissi di Luna del 15 Aprile 2014. A sinistra, un fotogramma dal video di starryearth.com (see this YouTube video) con l’ombra del Teide che punta esattamente sulla Luna (il puntino bianco) che si sta eclissando. A destra, invece, la spettacolare ricostruzione dell’intera eclissi osservata da un luogo magico, sospeso fra passato e presente: la porta di accesso alla fortezza Inca di Sacsayhuaman, località a nord di Cuzco, durante la spedizione del progetto GLORIA in Perù.

Crediti per la foto: Juan Carlos Casado e José Luis Quiñones.

Guarda l’album fotografico sul sito Flickr di GLORIA (aLtre foto verranno presto aggiunte).

Eclissi di Luna dalla terra degli Inca



Il 15 Aprile 2014 la Luna sarà eclissata dall’ombra della Terra. Sarà la prima di quattro eclissi che si susseguiranno a distanza di 6 mesi l’una dall’altra e che gli astronomi chiamano “tetrade”. L’ultima tetrade si è verificata dieci anni fa e la prossima si ripresenterà solo nel 2032.
La migliore visibilità dell’eclissi si avrà dall’America del Nord e da una parte dell’America del Sud. Un gruppo di astronomi di GLORIA celebrerà questo spettacolare evento astronomico effettuando una trasmissione in tempo reale dalla città di Cuzco, Perù, nella Valle Sacra degli Inca. In Europa, la totalità dell’eclissi non sarà visibile. D’altra parte il vulcano Teide, nelle Isole Canarie, una montagna di 3718-m di altezza sull’isola di Tenerife, offre una prospettiva di osservazione intrigante: quando si verifica un’eclissi di Luna in prossimità dell’alba o del tramonto, l’ombra del vulcano si allinea perfettamente con la Luna eclissata. Questo fenomeno unico sarà osservabile durante l’eclissi del 15 Aprile e sarà trasmesso in tempo reale.

Per ulteriori informazioni clicca qui.
Il comunicato stampa è disponibile qui.
Guarda il video YouTube dell’evento.

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SN2014J – la supernova in M82

M82 and SN2014J with D50 telescope.

Immagine di M82 e della SN 2014J ottenuta con il telescopio D50 il 25 Gennaio 2014.

Nella galassia Messier 82 (M82) è stata osservata la supernova (SN) più vicina scoperta negli ultimi 400 anni. Si tratta di una SN di “tipo Ia”. Avvistata casualmente per la prima volta il 21 Gennaio 2014, è relativamente vicina alla Terra essendo ad una distanza di 11.4 milioni di anni luce!
Questa supernova è stata chiamata SN2014J (la decima SN scoperta nel 2014) e appartiene ad un tipo piuttosto raro. Le supernovae di “tipo Ia” si pensa siano causate dall’esplosione di stelle nane bianche. La luminosità prodotta dall’esplosione di queste SNe è prevedibile e le rende quindi “candele standard”, ideali per misurare in maniera precisa la distanza delle galassie in cui esplodono.

Ora che SN2014J ha raggiunto il suo massimo di luminosità, attorno al 31 Gennaio (con una magnitudine in banda R di circa 10), GLORIA, nell’ambito di un programma sulle SNe condotto da alcuni ricercatori, continuerà il monitoraggio della sua curva di luce (come per altre SNe) per i prossimi mesi.

Grazie alla sua vicinanza, questa sorgente offre un’opportunità di studio unica e siamo certi che durante le prossime settimane molti Osservatori astronomici (inclusi quelli spaziali) la osserveranno regolarmente.

M82 and SN2014J with D50 telescope.

Immagine di M82 e della SN 2014J (sulla destra la galassia M81) ottenuta con la camera a grande campo del telescopio BART il 25 gennaio 2014.

Personal Space, il cielo «mi piace»

Geminids
Per alcuni sarà la data di nascita. Per altri il giorno della laurea. Per altri ancora quello del primo bacio, o del primo giorno di lavoro, o dell’ultima sigaretta. La vita di tutti noi è punteggiata da istanti memorabili. Ma com’era il cielo sopra di noi, in quei momenti significativi?

Ce lo dice “Personal Space”, un’applicazione gratuita sviluppata, nell’ambito del Progetto GLORIA, da un team di astronomi guidato da Robert Simpson, dell’Università di Oxford e Lorraine Hanlon (University College Dublin), e un’artista, Emer O Boyle (University College Dublino). Utilizzabile direttamente dal web, “Personal Space” trasforma la volta celeste in un immenso social network: mettendoci in relazione diretta e personale con l’universo, collegando eventi importanti della nostra vita con quello che c’era nel cielo, sopra di noi, in quel momento. E con le persone che hanno condiviso quel cielo con noi.

«Per me che ho fatto dell’astronomia una professione, le ragioni per guardare il cielo e le direzioni in cui osservarlo sono tante. Ma per tutti gli altri? Qual è la porzione di cielo più significativa? Le persone alle quali l’ho chiesto mi hanno risposto: quella esattamente al di sopra della nostra testa», ricorda Simpson, «e in particolare sopra di noi in un momento importante. Ecco, questa è un po’ l’idea che sta alla base di Personal Space».

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Il progetto GLORIA

Non più solo lo scampolo di cielo sopra le nostre teste, ma l’intera volta celeste! Da osservare con telescopi professionali e non, gratuitamente e su base meritocratica. È quanto si propone il progetto europeo GLORIA (GLObal Robotic telescopes Intelligent Array for e-Science), finanziato dal Settimo Programma Quadro con l’obiettivo di dar vita a una sorta di “astronomia 2.0″: condivisione via rete dei telescopi e accesso libero agli appassionati del cielo di tutto il mondo, per fare tutti insieme scienza “dal basso” senza spostarsi dal proprio computer.

Chi e come si può accedere a GLORIA?

La comunità è la componente più importante di GLORIA. Se sei qui significa che hai una connessione Internet ed un programma di navigazione web. Eccellente! Significa che puoi diventare un utente GLORIA ed essere in grado di osservare ed effettuare esperimenti. Infatti GLORIA è aperto a chiunque abbia un interesse per l’astronomia, non solo agli astronomi professionisti.

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Il satellite Gaia in viaggio verso L2

La missione Gaia dell’ESA ha lo scopo di costrure una mappatura della Via Lattea con una accuratezza mai ottenuta prima. Grazie a misure accurate delle posizioni e dei moti dell’1% della popolazione di circa 100 miliardi di stelle, aiuterà a rispondere alle domande sull’origine e l’evoluzione della nostra Galassia. Il lanciatore Soyuz, gestito da Arianespace è decollato alle 09:12 GMT del 19 dicembre con Gaia a bordo. Poche ore dopo, uno dei telescopi del progetto GLORIA, l’esperimento Pi-of-the-Sky-Nord che si trova presso la stazione astronomica BOOTES-1 a ESAT/ INTA-CEDEA a Huelva (Spagna), ha osservato la navicella sulla sua rotta verso un’orbita intorno ad un punto virtuale nello spazio, gravitazionalmente stabile, chiamato L2, che si trova a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra in direzione opposta al Sole.